Sicurezza e flotte aziendali: virtuosi per mestiere

Articolo di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia. Il tema della sicurezza è ai primi posti per il fleet manager, perché preserva il primo patrimonio dell’azienda: i dipendenti. E contribuisce anche a far quadrare i conti

Gli infortuni in itinere (cioè nel tragitto casa-ufficio) e quelli causati dagli incidenti stradali sono la prima causa di danni fisici e mortalità sul lavoro. Per questo motivo, uno dei criteri principali attraverso i quali i gestori delle flotte aziendali scelgono le auto, è proprio la sicurezza. Che non è soltanto uno dei cosiddetti “nice to have” per chi utilizza l’auto per lavoro, ma addirittura un obbligo di legge, oltre che uno dei principi cardine della CSR (Corporate Social Responsibility). L’automobile è infatti equiparata a un luogo di lavoro: lo stabiliscono anche recenti sentenze della Corte di Cassazione e il quadro normativo di riferimento è inequivocabilmente completo in materia.
Le flotte aziendali italiane come si collocano rispetto al resto d’Europa? Per una volta tanto, non siamo affatto un fanalino di coda. Le auto utilizzate prevalentemente per lavoro sono molto più sicure in Italia che negli altri Paesi automobilisticamente più evoluti. Lo dimostra il più recente studio del CVO di Arval, il player numero uno in Italia nel mercato del noleggio a lungo termine. Il Corporate Vehicle Observatory è il centro studi di Arval sulla mobilità e sulle tendenze del mercato, che si avvale per le sue indagini qualitative e quantitative della collaborazione di 2.369 aziende con parchi auto in 12 Paesi d’Europa (227 in Italia). La più recente analisi sul tema afferma che per quasi l’80% delle aziende italiane la sicurezza al volante è una priorità assoluta. E che la scelta dei modelli da inserire nella Car Policy è fatta in funzione non soltanto del costo del canone di noleggio, ma anche in base alla dotazione di sicurezza.
Il vero passo in avanti per una flotta sicura è costituito però dalla sempre maggiore diffusione delle auto “intelligenti” che, per il momento non significa l’inserimento in Car Policy di auto con guida autonoma, ma semplicemente di veicoli dotati di moderni sistemi di ausilio alla guida, che possono contribuire in maniera determinante a incrementare la sicurezza attiva: come per esempio, l’avviso di mantenimento della carreggiata, l’avvisatore anti-colpo di sonno, il cruise control auto-adattativo e altri dispositivi di tal genere.
I fleet manager hanno ben presente che una dotazione di sicurezza completa, non soltanto migliora il benessere e riduce lo stress al volante (e quindi abbassa la soglia di rischio), ma ha una ricaduta positiva anche in termini di TCO (Total Cost of Ownership), il costo complessivo di gestione dell’auto aziendale, perché i valori residui nell’usato delle auto più sicure sono sempre maggiori rispetto a quelli di un’auto dall’equipaggiamento più povero. Dato il più rapido tasso di sostituzione delle auto aziendali (nel noleggio a lungo termine le vetture si cambiano in media ogni 42 mesi) rispetto a quello dei privati, scegliere un’auto che mantiene meglio il valore significa in concreto risparmiare sui costi della flotta.
Quali sono i dispositivi di sicurezza e di guida intelligente dell’ultima generazione che secondo i fleet manager rendono migliore la flotta? In testa c’è il rilevamento di stanchezza del guidatore (l’83% del panel intervistato dal CVO lo ritiene utilissimo), il sistema di mantenimento della distanza di sicurezza (82%), la segnalazione di presenza di veicoli nell’angolo cieco (79%) e la chiamata automatica di soccorso in caso di emergenza (79%).
Il confronto con il resto d’Europa volge, come detto, a favore del Belpaese: un optional come il sistema di frenata automatica è ritenuto fondamentale dal 67% dei fleet manager italiani, mentre la media degli altri Paesi del Continente si ferma al 26%, gli ausili alla visione notturna sono un indispensabile strumento di sicurezza per un fleet manager su cinque (soltanto per il 12% nel resto d’Europa), mentre il controllo adattivo della velocità per gli italiani è fondamentale nel 20% degli intervistati (e utile per la quasi totalità), invece i fleet manager stranieri si fermano al 15% e per il 17% di loro è considerabile tuttalpiù utile…

La Top 5 della sicurezza

I dispositivi più utili secondo i fleet manager italiani
Rilevamento della stanchezza del guidatore 83%
Frenata automatica in caso di emergenza 83%
Mantenimento della distanza di sicurezza 82%
Segnalazione di veicoli nell’angolo cieco 79%
Chiamata automatica in caso di emergenza 79%

Fonte: CVO Arval

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