Notizie buone e cattive del 2017

Mentre il mercato dell’auto, giunto alla prima tappa del Q1 (tre mesi da gennaio a marzo), veleggia con un robusto segno “più” (12,64% nel trimestre, 18,85% nel solo marzo, fonte Dataforce), è già giunto il momento di tracciare un bilancio provvisorio di questo nuovo anno. Il comparto del noleggio a lungo termine va a gonfie vele (con un incremento di oltre 25 punti), le flotte di proprietà o in leasing invece rallentano di quasi 10 punti, a causa della fine del super-ammortamento di cui avevano beneficiato gli acquisti nel 2016. Per il noleggio, invece, i veicoli sono strumentali e quindi dello sgravio fiscale il comparto ne beneficia ancora, girando in tutto o in parte il vantaggio al cliente.

Il noleggio appare dunque il comparto più dinamico, perché ha saputo cogliere al volo le opportunità di mercato, che non necessariamente si traducono in maggiori sconti per il cliente, anzi. E’ l’offerta di mobilità a 360 gradi che convince un mercato sempre più eterogeneo, che va dalle grandi aziende alle più piccole,ai professionisti, agli artigiani e persino ai privati. Noleggio a lungo, a breve, a medio termine, con anticipo o senza, corporate car sharing e chi più ne ha più ne metta, ma sempre con il denominatore comune del possesso/utilizzo senza la proprietà.   “Affittare ciò che si svaluta, comprare ciò che frutta guadagno”: se lo diceva il mitico Rockefeller, dobbiamo per forza dargli retta…

Il mercato più tradizionale, invece, si sta sempre più appiattendo su logiche commerciali del secolo scorso: lo sconto è l’arma assoluta (ma rischiosa: ci sarà sempre qualcuno che prima o poi sarà in grado di proporre un taglio al prezzo più importante del tuo), la qualità dei servizi rimane mediocre e, se proprio il cliente non compra l’auto nuova, basta proporgliela a km zero. Che infatti crescono a dismisura. Sempre citando Dataforce: 41.716 unità immatricolate da Case costruttrici e concessionari in soli tre mesi (furono 32.693 da gennaio a marzo 2016). Non saranno mica tutte “demo”? Più probabile che siano km zero.

Il noleggio a lungo termine si conferma dunque la soluzione migliore? Probabilmente sì. A patto che il mercato che “tira” non faccia ingolosire troppo gli operatori. Si vocifera da più parti che la ripresa del mercato abbia convinto molti player ad alzare l’asticella dei prezzi. Se è una necessità dovuta a un incremento della qualità del servizio, siamo (quasi) tutti d’accordo). ma se gli aumenti non sono giustificabili, invece…

Anche perché i noleggiatori hanno ben altri assi da calare: per esempio l’utilizzo massiccio della telematica, che è un’operazione win-win: gli utilizzatori viaggiano più sicuri e protetti, i furti calano, la manutenzione può diventare predittiva e quindi costare meno, i fleet manager possono tenere sotto controllo i costi e applicare i correttivi… insomma, ne hanno tutti un bel beneficio.

Marco Di Pietro

One comment

  1. Concordo con l’analisi, ma sul fatto che il noleggio a lungo termine viaggi a gonfie vele aggiungo un altro elemento di riflessione: negli ultimi anni i principali operatori di noleggio sono stati corteggiati dai costruttori, che hanno offerto condizioni economiche sempre più allettanti, tanto che tali operatori anno iniziato a scommettere sul mercato PMI e P. IVA, clienti che notoriamente sceglievano l’acquisto diretto. Questo spostamento ha creato un ‘travaso’ dei clienti che sono passati dall’acquisto diretto al noleggio a lungo termine. Concludendo questo è uno dei motivi principali del successo del noleggio. Interessante aggiungere che recenti indagini dimostrano che il noleggio è un buon servizio se si limita alle offerte standard, le cose iniziano a complicati quando il cliente desidera un servizio customizzato, ad oggi i noleggiatori non sono ancora pronti a questo. Staremo a vedere le evoluzioni nel futuro.

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