Auto ibride diesel: che fine hanno fatto?

di Marco Castelli – Fleet Magazine

L’ibrido continua a crescere, ma le auto ibride diesel sono quasi scomparse dal mercato delle quattro ruote. O meglio, non sono mai riuscite a decollare. Un trend evidente sia da un punto di vista mediatico (tutti parlano quasi esclusivamente di auto ibride benzina), sia da un punto di vista numerico.

Una sorta di paradosso che merita di essere approfondito, specie in un momento storico in cui si discute moltissimo riguardo agli scenari futuri dei motori benzina e diesel e in cui l’ibrido sembra essere lanciatissimo a conquistare la palma di “re” tra i propulsori green.

I NUMERI DELLE AUTO IBRIDE

Come abbiamo visto, a gennaio 2018 il mercato dell’auto ha evidenziato un trend positivo. In questo contesto, le auto ibride stanno continuando a crescere in maniera esponenziale, sulla scia dei risultati del 2017: i dati di Anfia testimoniano che l’alimentazione alternativa che abbina un motore termico con un motore elettrico, nell’ultimo mese, è cresciuta addirittura del 51% rispetto a gennaio dello scorso anno ed è ormai stabilmente ad una quota di mercato superiore al 4%.

Sempre i dati di Anfia evidenziano che lo scorso anno le auto ibride immatricolate sono state 63mila(alle quali vanno aggiunte poco più di 3mila auto ibride plug-in), con una crescita del 71% in confronto con il 2016.

Le elaborazioni di Dataforce effettuate sulle statistiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di ACI-PRA, allo stesso tempo, sanciscono che nel 2017 l’ibrido diesel ha conquistato quote molto marginali: precisamente, escludendo le plug-in, parliamo dello 0,06% sul totale delle auto ibride nel mercato dei privati, dello 0,26% nel canale delle società e dell’1,51% nell’ambito del noleggio a lungo termine. Quote peraltro in calo rispetto agli anni precedenti.

LA GUERRA AL DIESEL

I numeri trovano una spiegazione nel contesto più generale di ostilità nei confronti dei motori a gasolio: difatti, numerosi Paesi europei hanno messo al bando il diesel e, in questa situazione, molti Costruttori hanno smesso di investire sui propulsori appartenenti a questa categoria.

Al contrario, quasi tutti stanno seguendo l’esempio di Toyota, che fin dall’inizio della sua storia “green”, ha puntato sull’ibrido benzina.

LA STORIA DELLE AUTO IBRIDE DIESEL

Le auto ibride diesel, ricordiamolo, hanno una data di nascita e un genitore ben preciso: il Gruppo PSA, che ha introdotto per la prima volta nel 2011 la tecnologia Hybrid4 (un motore diesel abbinato a un motore elettrico) sulla Peugeot 3008. Successivamente, la stessa motorizzazione è comparsa su altri modelli, come la Peugeot 508 RXH e la DS5.

Anche altri brand, come Jaguar Land Rover e Mercedes, nello stesso periodo, hanno puntato sulla combinazione tra elettrico e gasolio.

Ora però il declino sembra essere evidente. Due esempi su tutti: PSA ha di fatto mandato in pensione l’ibrido diesel e sulla nuova DS7 Crossback lancerà una motorizzazione ibrida benzina. Stesso discorso per le nuove Range Rover e Range Rover Sport ibride plug-in, che abbineranno un potente motore benzina con un propulsore elettrico.

Oltre al già citato dato di fatto delle Case che hanno smesso di investire sul diesel, c’è anche un’altra questione da sottolineare: i motori benzina, abbinati all’elettrico, sono di solito più performanti rispetto agli omologhi diesel. Le stesse nuove generazioni delle Range Rover, per fare un esempio, arrivano a una potenza di 404 Cv.

QUALE FUTURO PER LE AUTO IBRIDE DIESEL?

Che futuro avranno, dunque, le auto ibride diesel? Con ogni probabilità, la tecnologia, nel senso più tradizionale del termine, è destinata inesorabilmente a scomparire dal mercato.

Al contrario, però, alcune declinazioni innovative che abbinano i motori a gasolio con quelli elettrici continueranno a essere sviluppate. Come, per esempio, il sistema Hybrid Assist che equipaggia la nuova Renault Scenic: in questo caso, rispetto a un ibrido tradizionale, il propulsore 4 cilindri 1.461 cc turbodiesel da 110 cavalli della Losanga funziona a getto continuo, ma viene “affiancato” da un motore/generatore elettrico che funge da supporto. Si tratta del cosiddetto Mild-Hybrid.

Un’altra declinazione è l’ibrido diesel plug-in: una tecnologia che Mercedes ha dichiarato di voler sviluppare nei prossimi anni. Il cuore pulsante deriverà dall’unità 4 cilindri 2.0 OM 654 da 194 Cv, già presente su moltissimi modelli della Stella.

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